Il dottor Roberto Festa prende spunto da un’intervista pubblicata su Vanity Fair a un’esponente della Luca Coscioni che – oltre alle solite fake news su obiettori e ostacoli all’esercizio del diritto di abortire – lamenta senza alcuna prova concreta che il Governo taglia i finanziamenti ai consultori. Al di là della scorretta informazione, l’Autorie ricorda ai radicali perché sono stati istituiti i consultori…
Gioverà a noi tutti e ai Lettori di Vanity Fair ricordare che i Consultori familiari non esistono per l’aborto/IVG ma per l’esatto contrario.
La legge che li istituì nel 1975 infatti contempla tra gli obiettivi: “la tutela della salute della donna e del prodotto del concepimento”.
Quando poi è arrivata la legge 194 nel 1978, ai Consultori è stato affidato il compito specifico di rimuovere le cause che inducono la donna a chiedere di abortire.
Mai la legge, che pure dedica tanto spazio ai Consultori familiari, li cita tra i luoghi dove effettuare materialmente l’aborto, quindi la famigerata circolare del Ministro Speranza è a ben vedere illegittima.
Chiarito questo a noi stessi e ai Lettori, sarà bene ricordare che sempre la legge prevede che si possa abortire solo quando «il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica» (art. 4 l. 194/78), ma sappiamo benissimo tutti che di fatto si abortisce a richiesta anche godendo di perfetta salute.
Questo è uno dei motivi per cui tanti medici e altri operatori sanitari fanno obiezione di coscienza, oltre al fatto che vale sempre il principio di non uccidere l’innocente, e chi è più innocente del figlio in grembo?
Come non ricordare il forte monito di Papa Francesco verso i medici “sicari”!
Quindi se alcuni medici, rinnegando il Giuramento di Ippocrate, pensano di essere più moderni e vogliono continuare la mattanza di figli innocenti, per ora ne hanno facoltà, ma non se la prendano con chi invece preferisce non macchiare mani e coscienza con sangue innocente.
E per carità non tiriamo fuori la storia degli aborti clandestini e delle donne che morivano a migliaia, perché ormai dopo 50 anni l’ISTAT ha certificato che la legge 194 non ha ridotto di una virgola la mortalità femminile (cfr. Terzo Rapporto OPA: ).
Mentre sempre l’ISTAT ci informa continuamente della catastrofe che ci attende per la denatalità in Italia, figlia unica della triste cultura abortista.
Un’ultima nota a margine: abortire è facile e indolore (?), basta prendere un paio di pilloline. E si può fare comodamente a casa, da sole, anche se a rischio di emorragia, infezione e aborto ritenuto. Le linee guida del 2010 che – almeno – mettevano in guardia da certi pericoli sono state cancellate da quelle di Speranza del 2020: interessa ancora la salute delle donne?
Oggi i radicali promuovono quella “dimensione solipsistica dell’aborto” che qualche tempo fa denunciavano molto preoccupati (Repubblica.it, 5 giugno 2009)… Come si cambia!
Roberto Festa
Medico di Famiglia
Osservatorio Permanente sull’Aborto




