Il Terzo Rapporto sui costi dell’aborto e i suoi effetti sulla salute delle donne, elaborato dall’Osservatorio Permanente sull’Aborto, prosegue il lavoro dei rapporti precedenti e aggiorna i dati fino al 2022. Tra il 1978 e il 2022, in Italia si sono registrati quasi 6 milioni di aborti, con una diminuzione annuale dovuta al calo della popolazione femminile in età fertile. Tuttavia, il tasso di abortività è in crescita, così come l’uso dell’aborto come metodo di controllo delle nascite, e non solo in situazioni estreme come previsto dalla legge 194.
Il rapporto evidenzia un aumento degli aborti clandestini, favoriti dall’uso di sostanze off-label e dalla propaganda pro-aborto fai-da-te, soprattutto tra le giovani. Il costo complessivo dell’aborto legale fino al 2022 è stato di circa 7,3 miliardi di euro, con un costo annuale di 56 milioni di euro, a cui si aggiungono 15,7 milioni per l’uso della pillola post-coitale.
Viene anche sottolineato il crescente uso dell’aborto farmacologico, che, sebbene riduca il costo per singolo aborto, comporta maggiori complicazioni rispetto a quello chirurgico. Il rapporto include inoltre una rassegna di studi che confermano un possibile legame tra aborto e cancro al seno, e confuta l’idea che l’obiezione di coscienza ostacoli il diritto all’aborto, analizzando in particolare la Regione Marche.
Infine, il rapporto sostiene che la legalizzazione dell’aborto nel 1978 non ha ridotto la mortalità femminile legata agli aborti clandestini, contrariamente a quanto previsto, e non ha eliminato l’aborto clandestino, mantenendo aperta una questione di giustizia sociale.
Tra clandestinità e indifferenza
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