Filippo Maria Boscia: il giusto riconoscimento per una carriera luminosa

Pubblicato il 13 Aprile 2024

Il professor Filippo Maria Boscia, tra i fondatori dell’Osservatorio Permanente sull’Aborto, da più di mezzo secolo mette la sua professionalità, la sua scienza e la sua umanità al servizio della vita, delle donne e dei bambini. La sua carriera luminosa è stata premiata l’8 aprile scorso  dal Comune di Bari che gli ha conferito l’onorificenza per […]

Il professor Filippo Maria Boscia, tra i fondatori dell’Osservatorio Permanente sull’Aborto, da più di mezzo secolo mette la sua professionalità, la sua scienza e la sua umanità al servizio della vita, delle donne e dei bambini.

La sua carriera luminosa è stata premiata l’8 aprile scorso  dal Comune di Bari che gli ha conferito l’onorificenza per “alti meriti scientifici, accademici ed etici e per le sue straordinarie doti di umana solidarietà e sollecitudine a servizio della maternità e della vita che nasce”.

Una vita per la scienza e per l’umano

Quando ha cominciato, 55 anni fa, aveva uno scopo prioritario: sconfiggere una piaga all’epoca dominante, cioè l’alta mortalità di donne e bambini, soprattutto tra le donne agricole. «Il loro stare chine e ripiegate sul terreno disturbava la loro gravidanza. La medicina delle emozioni che da allora ho voluto portare avanti nasce così: è una medicina che sconfigge i lutti, il dolore di un papà e di una mamma. Ho capito che quello della tutela della vita sarebbe stato il mio compito: e infatti 400mila bambini ho visto nascere, di cui 40mila assistiti personalmente», ha detto il professore.

Dopo l’approvazione della legge 194, nel ’78, ha fatto di tutto per proteggere la maternità e la tutela dell’infanzia, come dice la stessa legge nella prima parte in cui non viene mai applicata. 

Così il suo dipartimento divenne effettivamente anche tutela del nascituro, facendo sì che la donna, pur nelle difficoltà e nella disperazione, capisse quanto la vita potesse essere un dono.

Vedere oltre il visibile

«Ho cercato di imparare a vedere il non visibile e di insegnarlo agli altri. Ho cercato di far comprendere l’importante dialogo madre-feto, di far capire alla donna come il ventre fosse la prima culla di carne, la prima SPA, Salus Per Aquam, ho cercato di aprire queste donne a una grande accettazione della vita che danza. Questo ha fatto sì che vivessi in prima persona con soddisfazione il recupero di tante decisioni».

Con la collaborazione dei suoi colleghi ha creato una visione nuova: il feto come paziente, come persona. E così la diagnosi e l’accoglienza per i bimbi prematuri si è concretizzata anche con «l’alloggio per madri nutrici»: stanze che ospitano questi bimbi nati molto precocemente e le loro mamme che devono nutrirli. L’idea è stata quella di far sì che, all’interno di stanze apposite, il bambino potesse «stare a contatto con la pelle della mamma, sentendone il profumo». Questo «ha permesso che il bambino in difficoltà reagisse in modo più positivo».

Ma anche le sale parto per Boscia dovevano un ambiente confortevole innanzitutto, sia per le mamme che per i papà che stavano loro vicino.

E poi ha creato la banca del sangue cordonale, il trasporto di emergenza del neonato e mille altre iniziative concrete che fanno del professor Boscia e del suo lavoro un esempio importante per le nuove generazioni di medici.  

Coltivare ciò che è umano

I giovani, dice il professore, «hanno bisogno di qualcosa che hanno dimenticato. La tecnologia esiste ma deve essere gestita attraverso l’umano. La sola tecnologia allontana il medico dal paziente e non si può: la medicina deve essere sartoriale, ad personam. Deve essere, appunto, medicina delle emozioni. Un medico deve fare medicina accogliente, andando incontro al sofferente. Occorre, oggi più che mai, la relazione, lo sguardo, la cura compassionevole. Umano deriva da humus, terreno. Noi dobbiamo arare e coltivare l’umanità: è questo ciò che oggi manca nella medicina».

Francesca Romana Poleggi

PS: Non sono mancate le proteste di qualche associazione di pseudo-femministe ed Lgbtqia++. Chi odia la vita e odia le donne non può certo amare il professor Boscia che è un gigante nella promozione dei valori che fanno del mondo un posto migliore.

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