I costi della legge sull’aborto e gli effetti sulla salute delle donne

Il presente rapporto analizza i costi e gli impatti sulla salute delle donne derivanti dall’applicazione della legge 194 sull’aborto volontario in Italia.

Questo costituisce il secondo studio sul tema, dopo quello sui costi dell’aborto tra il 1978 e il 2018, presentato dall’OPA nel 2021. L’obiettivo è colmare le lacune informative riguardo agli oneri finanziari generati dalla legge del 1978 e valutarne l’urgenza, specialmente nel contesto dell’emergenza sanitaria del 2021.

In questa seconda edizione, i costi finanziari della legge sono aggiornati al 2020, con un approfondimento sulle complicazioni dell’aborto volontario sulla salute delle donne. Si sottolinea l’importanza di una revisione del sistema di sorveglianza della legge, evidenziando che l’incidenza delle complicazioni potrebbe essere tre volte superiore alle statistiche ufficiali.

Quanto è costata la legge sull’aborto nel 2020?

Nel 2020, il costo stimato dell’applicazione della legge 194 è stato di 59,6 milioni di euro, con un decremento del 9,6% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, l’incremento dell’uso della pillola Ru 486 ha aumentato il peso delle complicazioni, rappresentando il 9,3% del totale dei costi.

Si sottolinea che le risorse impiegate per l’aborto avrebbero potuto finanziare la spesa sanitaria di 100.000 famiglie povere nei 2019 e 2020. Da quando la legge è stata introdotta nel 1979 sono stati eseguiti 5.858.488 aborti, con un costo cumulato di 5 miliardi e 289 milioni di euro.

Aumenta l’aborto privato e “fai-da-te”

Lo studio evidenzia la progressiva privatizzazione dell’aborto, specialmente con l’uso diffuso della contraccezione di emergenza. L’aumento delle vendite di queste pillole solleva preoccupazioni sul tasso di abortività volontaria, apparentemente in aumento.

Si approfondisce anche il fenomeno dell’aborto “fai-da-te”, con un aumento degli aborti spontanei tra le giovanissime, possibilmente non registrati nelle statistiche ufficiali. L’aborto volontario è descritto come un evento sempre più privato o criptoaborto, con possibili rischi per la salute riproduttiva delle donne.

Il rapporto critica la banalizzazione dell’aborto in Italia, con oltre sei milioni di vite interrotte in 45 anni. Si solleva la questione di incentivare la prevenzione anziché l’aborto, proponendo una riduzione della gratuità, soprattutto per casi reiterati, come possibile passo verso la responsabilizzazione delle persone su questa pratica.


Verso la privatizzazione dell’aborto

Leggi il Rapporto OPA 2022: